... e nemmeno ve ne siete accorti. Da millenni giacete sotto spesse coltri di polvere, consunti, raggrinziti, probabilmente morti. Ma quello che spaventa, quello che stringe le budella, è che davvero non ve ne siete accorti. Si capisce dall’espressione indifferente, mortalmente anonima, la stessa che avevate quando eravate vivi.La paura da mare è quella paura innanzitutto impermeabile, perché chi ha questa paura è sempre il primo ad essere schizzato dai vicini d’ombrellone. Infatti, anche se è una paura che si cerca di nascondere sotto il telo sapientemente ordito con il profilo collinare di Pamela Anderson (o con quello campanilistico di Rocco Siffredi, a seconda del sesso), i vicini, ma soprattutto le vicine con il costume anni settanta, il cappello di paglia a larghe falde e gli occhiali da sole con la montatura bianca, se ne accorgono che la avete. La fiutano lontano un miglio. E vi scherzano. Così, la natura ha provveduto a renderla impermeabile alle battutine ed alle allusioni. Anzi, vi aiuta a far spallucce.
Tuttavia, non a tutto c’è rimedio. La paura da mare, infatti, è sabbia-attraente. È appiccicosa, molle come una medusa ed estensibile come l’elastico delle mutande ascellari di vostro nonno. Quindi, la paura da mare resiste bene alle ondate d’acqua salmastra, quelle che si prendono in faccia a bocca aperta, ma non alla subdola infiltrazione della sabbia.
La paura da mare finisce quindi per essere molto stressante ed incredibilmente pruriginosa. Alla lunga, ci si stanca di portarsela appresso, avanti indietro dalla spiaggia all’albergo e dall’albergo alla spiaggia. Ma, se si prova a liberarsene, non ci si riesce. Potete anche tentare di gettarla nella spazzatura, tuttavia ve la ritroverete in breve di nuovo avvinghiata alla nuca, come se potesse trasmigrare dal rifiuto secco a quello umido.
No, della paura da mare non ci si libera rifiutandola. Si deve accettare d’averla ricevuta in dote, come un meraviglioso privilegio che un giorno vi permetterà di salire sulle più alte vette della passione. Perché chi ha la paura da mare, in fondo, è uno che ama la montagna e la solitudine che può guarirlo.
Se per caso siete arrivati al punto d’aver maturato delle convinzioni, il mio consiglio è quello di lasciarle marcire, per ottenere un buon compost fertilizzante con cui far rinascere nuovi e rigogliosi alberi di idee e buone azioni.
Questo è l’insegnamento della Natura. In Natura non ci sono certezze, né dogmi, bensì cicli che si ripetono, sempre diversi, anche se ad uno sguardo superficiale potrebbero apparire uguali. Ma non è così.
La natura della Natura è mutevole. Non esiste un giorno che sia uguale anche ad uno solo di quelli che lo hanno preceduto ed è solo nell’illusione dell’Uomo tentare di fermare il divenire in una fotografia in cui siamo sempre sorridenti.
La Natura è un esperimento in cui esperire all’infinito. Non ci sono contratti in Natura. Niente è scritto in via definitiva. Questo è il suo lato terribile ed angoscioso che l’Uomo ha cercato di eliminare regalandolo alle divinità!
Ma io adesso lo voglio indietro! Voglio sentire l’odore del marcio, l’odore della paura e dell’angoscia, l’odore della morte! Perché è ciò che mi rende vivo.
Così come fa notizia e non fa notizia un cane che morde un uomo o viceversa, allo stesso modo desta e non desta scalpore che vengano elargiti dubbi sul come porci alle perle o versavice. Perché è nella pratica comune e non comune dare al popolo quello che il popolo chiede o non chiede. Pertanto, se si regalassero suini a tutte quelle che si chiamano Perla, nessuno avrebbe niente da ridire fintanto che qualcuno non avrebbe da ridire, insinuando che si sta andando contro corrente solo per attirare l’attenzione e non tanto per attirare la corrente dalla propria parte.
Il sospetto è lecito, guai se non fosse permesso dubitare! La fede è la cosa che più aborro negli uomini, così come nelle donne che credevo non fossero maritate, anche se esiste tutta una scuola di pensiero che invita a prediligere avventure fugaci con femmine alla sola ricerca di sane e libertine galoppate.
Ma la verità è destinata a prevalere. La verità è la superficie a minimo dispendio energetico verso cui tendono le gocce di realtà. Così è sempre stato e così sempre sarà, nei secula seculorum. Perché la verità è troppo spesso più noiosa, più dura e più dolorosa di una mezza menzogna con cui ci si può trastullare il gulliver. La verità non è un passatempo, mentre lo sono le bugie, perché le bugie si possono inventare, sono un esercizio per la mente, una ruota su cui gira un criceto: si possono fare andare più lente o più veloci, e si può anche scendere ad osservare, ad insinuare il sospetto che la ruota giri in senso opposto a quello consentito dal gran giurì dei dieci criceti assenti.
Quindi non mi stupisco più di non essere compresso, in quanto sono incomprimibile. Potete mettermi nel contenitore dalla forma più bizzarra che possiate trovare, tuttavia non potrete mai essere sicuri della fisica della metonimia, né della comoda sinteticità della sineddoche. Perché io sono senza forma e con poca sostanza. Io sono superficie. Profondamente tagliente. Come un bicchiere d’acqua riempito di vetro.
Ci troviamo sulla soglia di un grande sconvolgimento, di un processo di fusione tra il reale ed il virtuale che non ha precedenti nella disumana storia dell’umanità. Un ribaltamento della prospettiva che non ha eguali ed al cui confronto la conquista dello spazio sembrerà un normale gesto quotidiano, come prendere un caffè al bar e gettarselo in faccia per cercare di svegliarsi da un sonno troppo profondo.
Non è lontano il momento in cui, al posto del botulino da iniettare dentro le zampe di gallina, ci si “infillerà” un ago dentro l’iride per riempirla di cristalli liquidi, in modo che possano cambiare colore a seconda dell’umore, della stagione o dell’abito che indossiamo. Lo stesso potrebbe accadere per la pelle, sempre pronta a cangiamenti d’abbronzatura, e per i capelli, rossi per allontanare i pretendenti, arancione per le indecise e verde per chi vuole incrementare il traffico della propria casella di posta vaginale, senza preoccuparsi dello spam flagellato.
Al mattino, invece di fare la classica colazione con peperonata e cotechino, ci si connetterà a stiti web specializzati nella preparazione di frullati e frappè multimediali, cosicché si possa affrontare la giornata con la scorta necessaria d'indispensabili informazioni su traffico, vita dei vip, reality show del momento. Guai ad essere colti in fallo!
Non mancheranno gli upgrade del caso. Attuatori elettro-idraulici per arti ed organi sessuali, palmari incastonati sui dorsi delle mani, cellulari inseriti nelle cellule, hard-disk con chassis in duranio arricchito al posto della molle materia grigia, pompe peristaltiche al posto del cuore ed olio minerale al posto del sangue.
Ma anche le case subiranno incredibili mutazioni eugenetiche. Windows Vista alle finestre per paesaggi in perenne crash, frigoriferi che fanno la spesa da soli, ma a patto che la facciano a stomaco pieno per non comprare troppe porcherie compulsivamente; lavastoviglie che apparecchiano, vasche idromassaggio a micro-onde e forni a micro-onde che surfano sul web della virtualità divenuta reale, relegando la realtà del virtuale ai superstiti dello spappolamento mediatico.